Salute news: Scoperte molecole che fermano l'invecchiamento cellulare...


Nuova spinta allo sviluppo di farmaci efficaci contro cirrosi epatica, fibrosi polmonare, diabete, cataratta, osteoporosi, artrite e progenia.


Scoperte le molecole che fermano l'invecchiamento cellulare.

Milano ha individuato una classe di molecole in grado di bloccare i segnali che portano all'invecchiamento cellulare causato dal deterioramento dei telomeri, che sono sequenze di DNA poste all'estremità dei cromosomi proprio con la funzione di mantenere integro il DNA contenuto nei cromosomi stessi. Lo studio di questi ricercatori guidati da Fabrizio d'Adda di Fagagna, pubblicato su Nature Communications, pone le basi per intervenire sull'invecchiamento cellulare in alcune patologie causate proprio dal deterioramento dei telomeri, quali la cirrosi epatica, la fibrosi polmonare, il diabete, la cataratta, l'osteoporosi e l'artrite, o in malattie rare come la progenia, caratterizzata da un invecchiamento precoce.
Molecole individuate fermano l'invecchiamento cellulare

E' fisiologico - spiegano i ricercatori - che nei cromosomi, corpuscoli presenti nel nucleo di tutte le cellule degli organismi viventi (23 coppie nell'uomo) e che sono deputati alla trasmissione dell'informazione genetica, i telomeri si accorcino ogni volta che il DNA della cellula si replica per riprodursi o che si danneggino nel tempo anche in assenza di divisione. L'accorciamento e il danno ai telomeri costituiscono quindi una minaccia alla stabilità del nostro DNA e la cellula reagisce attivando un allarme molecolare che blocca la proliferazione della cellula danneggiata inducendo una sorta di invecchiamento cellulare. La cellula senescente perde per sempre la sua capacità di replicarsi e di svolgere efficientemente le sue funzioni, e questo impedisce ai tessuti di rigenerarsi.
DDRNA, un guardiano che tutela l'integrità del genoma

Una ricerca condotta all'IFOM e pubblicata già nel 2012 su Nature individuava per la prima volta i DDRNA (DNA Damage Response RNA), molecole preposte al ruolo di guardiani del DNA: sarebbero loro a intervenire ogni volta che si rileva un danno al DNA per far scattare l'allarme a tutela dell'integrità del genoma, favorendone la senescenza. "Abbiamo osservato - spiega ora d'Adda di Fagagna - che i telomeri, quando sono corti o danneggiati, possono indurre essi stessi la formazione di DDRNA e quindi l'attivazione dell'allarme e la conseguente senescenza della cellula". La ricerca pubblicata fornisce proprio la risposta a come spegnere questi allarmi per prevenire la senescenza cellulare. In particolare, D'Adda Di Fagagna e il suo gruppo hanno sviluppato una nuova batteria di molecole che agiscono all'estremità dei cromosomi, "specificamente sui telomeri - sottolinea Francesca Rossiello, coautrice della pubblicazione - inibendo la funzione dei DDRNA telomerici".

Sperimentata sia in vitro (in cellule umane e di topo), sia in vivo (nei topi), la nuova molecola è stata costruita in base allo studio dei DDRNA identificati tramite una nuova tecnologia, il Target Enrichment, sviluppato appositamente dal team di IFOM in collaborazione con il Center for Life Science Technologies diretto dall'italiano Piero Carninci all'interno del Riken Institute a Yokohama in Giappone. La prossima sfida che affronterà il team IFOM sarà di capire come le nuove molecole possano essere utili per prevenire l'invecchiamento cellulare in tutte le patologie associate al danno ai telomeri. (Fonte: http://notizie.tiscali.it/scienza/)

Madre e figlia: un legame indissolubile... (Leggetela è bellissima)


Mamma e figlia possono essere amiche o rivali, vicine o lontane, ma saranno sempre legate in modo speciale.

C’è una donna speciale nella vita di ognuna di noi grazie alla quale siamo venute al mondo, per la quale ci saremo sempre e sulla quale potremo sempre fare affidamento: la mamma. È uno dei pilastri della nostra vita e di lei abbiamo e avremo sempre bisogno; anche oggi che siamo donne e non più bambine, è solo una carezza o una parola di nostra madre a poterci aiutarci. Qualunque sia la nostra età non smetteremo mai di avere bisogno di lei, e crescendo riusciremo ad apprendere meglio il grande dono che abbiamo ricevuto.

Oltre le difficoltà
Non sempre è facile avere un rapporto sereno con la propria madre ed è molto frequente, soprattutto durante l’adolescenza – un’età dove tutto ci va stretto e ogni cosa ci sembra una costrizione – vivere in modo conflittuale questo legame, del quale però non possiamo fare a mano di riconoscere l’importanza. Al di là di ogni divergenza e difficoltà, una mamma è sempre una mamma: ci si può allontanare o sentirsi distanti, ma anche in questi casi non possiamo fare a meno di renderci conto di quanto lei sia fondamentale e come, senza di lei, non saremmo quelle che siamo oggi. E non solo perché ci ha dato la vita.

Un legame senza tempo
Durante gli anni dell’infanzia, il rapporto che ogni bambino instaura con la propria madre è di dipendenza: ogni cosa viene fatta grazie a lei, che si dedica completamente a loro, talvolta sacrificando se stessa ed il suo tempo. Una volta cresciuti, i figli restano la priorità per una madre, che non smetterà mai di prendersi cura di loro, di preoccuparsi ed essere presente, proprio come se fossero ancora in fasce. E anche se con gli anni cambiano i nostri bisogni, anche noi non riusciamo a fare a meno di lei, del suo affetto e della sua presenza, perché avremo sempre bisogno di una guida. Tutti i grandi passi dell’età adulta vedono una madre accanto alla propria figlia, pronta lì a tenerle la mano come quando doveva muovere i suoi primi passi.

Di mamma ce n’è una!
Di certo ci hanno fatto qualche volta arrabbiare, forse sono state mamme severe e con loro abbiamo litigato in modo furioso, ma tutto ciò non conta. Anche quando sarà il tempo di doverci prendere cura noi di loro, non smetteranno mai di sentirsi il nostro angelo custode, come noi non smetteremo mai di sentirci figlie.

I 10 motivi per cui tua sorella minore è la cosa più bella che hai...


La sorella minore, la piccola, la sorellina, tutti i modi in cui possiamo chiamarla.

È davvero una fortuna avere una sorella più piccola, perché ci sono almeno dieci buoni motivi per rendersi conto che in fondo è la cosa più bella che abbiamo.

Dieci motivi da leggere qui sotto, per ricordarceli più spesso.

1. È la tua fan numero uno
Qualsiasi cosa tu faccia hai la certezza di avere sempre una piccola supporter al tuo fianco, pronta a fare il tifo per te in qualsiasi progetto ti lanci.

2. Ti fa diventare una persona migliore
Una sorella piccola ha bisogno di figure di riferimento da rispettare. Questa è una responsabilità che percepisci quasi automaticamente. Per questi motivi cerchi sempre di comportarti nel migliore dei modi per darle un buon esempio.

3. Non esistono distanze
In qualsiasi posto tu vada, quali siano i chilometri che vi separano lei sarà sempre dentro di te, dentro i tuoi pensieri. Quando la rivedrai nulla sarà cambiato nel vostro rapporto.
                                                                                           4. Ti fa rimanere bambino.
Sarai sempre aggiornato sulle novità di chi è più giovane di te, perché è praticamente impossibile impedirle che te le racconti. Inoltre puoi giocare con lei, mantenendo sempre in vita il bambino dentro te.


5. È sempre al tuo fianco
Sono poche le certezze che puoi avere nella vita, ma la sua presenza è una di queste. ........... 6. Sarà sempre la tua migliore amica
Non ci sono concorrenti che tengano. Con lei hai fatto i primi giochi, hai creato una connessione sin dall’infanzia, e hai formato assieme a lei il tuo e il suo senso dell’umorismo. Sarà sempre la tua migliore amica.

7. Ti aiuta a maturare
Avere una sorella più piccola ti obbliga a prenderti delle responsabilità, perché proteggerla è anche compito tuo. Per questo a volte ti è necessario fare le veci del genitore, cosa che ovviamente ti fa immedesimare dall’altra parte della barricata e ti costringe a maturare.

8. È saggia
Nonostante la giovane età e la mancanza di esperienza, spesso è in grado di aiutarti grazie ad un consiglio frutto di un’analisi priva di pregiudizi.

9. È coccolata anche dai tuoi amici
I tuoi amici più stretti ovviamente conoscono anche lei sin dalla tenera età, e spesso lei li considera quasi dei fratelli. Se anche loro le vogliono bene significa che è davvero una sorella speciale.

10. Avrà sempre bisogno di te
Abbiamo tutti bisogno di sentirci speciali per qualcuno, e una sorella più piccola avrà sempre necessità della nostra presenza. Passerai attraverso molte relazioni durante la tua vita ma per la tua sorellina sarai sempre la figura di riferimento e lei avrà sempre bisogno di te.

Cresce l'aspettativa di vita, ecco nel 2030 che toccheremo la soglia...


Cresce l'aspettativa di vita, nel 2030 le donne toccheranno la soglia dei 90 anni, gli uomini si avvicineranno toccando la soglia 85 anni.

La sfida alla longevità avanza con successo.
In poco più di 10 anni, nel 2030, l'aspettativa di vita media non solo continuerà a crescere, ma toccherà la soglia dei 90 anni, e le prime a tagliare questo traguardo al mondo saranno le donne sudcoreane, seguite da francesi, giapponesi, spagnole e australiane.

Gli uomini rimarranno più indietro, ma ridurranno le distanze dal sesso femminile, avvicinandosi a quota 85.
A stimarlo sono i ricercatori dell'Imperial Colle di Londra e dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in uno studio sui 35 paesi industrializzati pubblicato sulla rivista Lancet.

Servendosi di metodi simili a quelli dei metereologi e combinando 21 modelli matematici, hanno calcolato che l'aspettativa di vita aumenterà almeno del 65% per le donne e dell'85% per gli uomini nel 2030.

Il Giappone perderà il suo attuale primato, mentre gli Stati Uniti saranno il paese con i risultati peggiori.

Tra le donne, l'Italia nel 2030 slitterà di due posizioni, collocandosi al nono posto, dopo Portogallo e Slovenia.

Per gli uomini c'è invece il 95% di probabilità che la loro aspettativa di vita in Corea del Sud, Australia e Svizzera superi gli 80 anni entro i 2030, e del 27% oltre gli 85 anni.

Grandi miglioramenti sono previsti anche per gli uomini dei paesi dalle economie emergenti, come Ungheria e Slovenia, così come di Danimarca e Irlanda.

Usa, Giappone, Svezia, Grecia, Macedonia e Serbia registreranno invece, secondo le stime, i minori miglioramenti in termini di aspettativa di vita, per entrambi i sessi.

Dovunque il vantaggio delle donne rispetto agli uomini dovrebbe ridursi entro il 2030, tranne che in Messico, dove la crescita nell'aspettativa di vita per il gentil sesso sarà maggiore di quella maschile, e in Cile, Francia e Grecia, dove i due sessi cresceranno in modo simile.

«Tradizionalmente gli uomini hanno stili di vita meno sani, e per questo un'aspettativa di vita minore - commenta Majid Ezzati, coordinatore dello studio - Fumano e bevono di più, sono vittime più spesso di incidenti stradali e omicidi. Ma gli stili di vita stanno diventando più simili tra i due sessi, e così anche la loro longevità».

Gran parte dell'aumento dell'aspettativa di vita è dovuto al miglioramento delle condizioni degli over 65.

In Corea del Sud, così come prima in Giappone, a fare la differenza è stato prima il calo delle morti per infezioni in adulti e bambini, e poi in tempi più recenti la migliore gestione delle malattie croniche.

Il paese asiatico inoltre ha l'indice di massa corporea e di pressione più basso della maggior parte dei paesi occidentali, un basso livello di fumo tra le donne e ha ridotto le differenze di salute tra i sessi per tumore e malattie cardiovascolari. L'aspettativa di vita è invece più bassa in quei paesi con mortalità più alta tra i giovani adulti, più fattori di rischio per le malattie croniche e sistemi sanitari meno efficaci.

Negli Usa ad esempio l'aspettativa di vita alla nascita è già la più bassa di molti altri paesi ricchi, e si stima che peggiorerà ancora, arrivando a livelli simili della Repubblica Ceca per gli uomini, e della Croazia e Messico per le donne.

Esenzione Ticket Sanitario, ecco chi ne ha diritto...


Esenzione ticket sanitario. Ecco un elenco completo delle categorie di pazienti che hanno diritto a non pagare la prestazione sanitaria.

Esenzione per reddito
Oltre al fattore patologico, anche quello economico può incidere sull’esenzione dal pagamento di ticket sanitari. Possono richiedere l’esenzione:
CODICE E01 - Cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro;
CODICE E0 - Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; lo status di disoccupazione deve essere autocertificato annualmente dal soggetto interessato la Asl di appartenenza.
CODICE E03 - Titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico;
CODICE E04 - Titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico.

È il medico di famiglia o il pediatra che, disponendo del Sistema Tessera Sanitaria, può verificare al momento della
prescrizione il diritto all’esenzione. Una volta accertato, correderà la ricetta con il codice di riferimento per l’esenzione.

Esenzione per malattie croniche
Sono esenti dal pagamento del ticket coloro che siano affetti da malattie croniche o invalidanti. Affinché i cittadini sapessero quali patologie classificare in questo modo, il Ministero della Salute ha messo a disposizione online un loro elenco. Gli affetti interessati dovranno richiedere l’esenzione all’Asl di residenza, con certificato medico che “attesti la presenza di una o più malattie incluse nel DM 28 maggio 1999, n. 329 e successive modifiche".

Esenzione per malattie rare
Chi è affetto da "patologie gravi, invalidanti e spesso prive di terapie specifiche che presentano una bassa prevalenza, inferiore al limite stabilito a livello europeo di 5 casi su 10.000 abitanti” ha diritto all’esenzione. all’esenzione del ticket sanitario". Il beneficio si estende anche ai casi di "indagini volte all'accertamento delle malattie rare ed alle indagini genetiche sui familiari dell'assistito eventualmente necessarie per la diagnosi di malattia rara di origine genetica". Anche in questo caso è un Regolamento a specificare le 284 malattie e 47 gruppi di malattie rare in questione.

Esenzione per Invalidità
Gli invalidi sono esenti dal pagamento per alcune o tutte le prestazioni specialistiche, dietro verifica dello stato e grado dell’invalidità da parte della Commissione medica della Asl di residenza.

Esenzione per diagnosi tumori precoci
È garantita l’esecuzione gratuita degli accertamenti per la diagnosi precoce di alcune tipologie di tumori dal Servizio sanitario nazionale, oltre alle prestazioni gratuite nell’ambito delle campagne di screening. Sono escluse dal ticket le seguenti prestazioni:
"mammografia, ogni due anni, a favore delle donne in età compresa tra 45 e 69 anni; qualora l’esame mammografico lo richieda sono eseguite gratuitamente anche le prestazioni di secondo livello;
esame citologico cervico-vaginale (PAP Test), ogni tre anni, a favore delle donne in età compresa tra 25 e 65 anni; - colonscopia, ogni cinque anni, a favore della popolazione di età superiore a 45 anni".


Esenzione per gravidanza
Anche per le donne incinta è possibile usufruire di esenzioni per tutelare la salute propria e del nascituro, attraverso visite specialistiche e diagnostiche, incluse anche quelle ginecologiche di controllo. L’elenco delle prestazioni gratuite è inserito nel DM del 10 settembre 1998.

Esenzione per TEST HIV
Tutti possono, a fini preventivi, effettuare nelle strutture sanitarie pubbliche il test HIV, "in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus". Oltre ad essere gratuito, il test è anche anonimo. (Fonte: http://www.diritto.it/)

Sparisce Libretto di Circolazione e Certificato di Proprietà: ecco cosa cambia...


Sono solo 39 euro di risparmio, ma molto più alto è il valore simbolico di una semplificazione attesa da anni.

Nella riforma della Pubblica Amministrazione che verrà approvato nei prossimi giorni dovrebbe infatti essere inserita anche l’integrazione delle competenze del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e della Motorizzazione, con il risultato che il libretto di circolazione e il certificato di proprietà dell’auto verranno sostituiti da un documento unico.

Per i cittadini si tratterà di un risparmio di 39 euro per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà, per le quali si pagheranno 61 euro contro i 100 attuali.

L’Italia si avvicinerà così agli altri Paesi europei, dove la circolazione è consentita con un solo documento a bordo, ma non ci sarà la fusione tra il Pra gestito dall’Aci e la Motorizzazione

Nell'amore non esistono regole... (bellissima da leggere)


Un pomeriggio il cuore gli disse che lui era felice. "Anche se ogni tanto mi lamento," diceva il suo cuore, "lo faccio perché sono il cuore di un uomo e i cuori degli uomini sono così: hanno paura di realizzare i sogni più grandi, perché pensano di non meritarlo, o di non riuscire a raggiungerli. Noi, i cuori, siamo terrorizzati al solo pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perché, quando ciò accade, noi ne soffriamo intensamente." Il mio cuore ha paura di soffrire [...] digli che la paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza. E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.

Nell'amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire i manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti: decide il cuore. E quanto decide è ciò che conta. Lo abbiamo provato tutti nella vita. In qualche momento tutti abbiamo esclamato fra le lacrime: "sto soffrendo per una amore per cui non vale la pena". Soffriamo perché pensiamo di dare più di quanto riceviamo. Soffriamo perché non riusciamo ad imporre le nostre regole. Soffriamo inutilmente, perché il seme della nostra crescita sta proprio nell'amore. Quanto più amiamo, tanto più siamo vicini all'esperienza spirituale. I veri illuminati erano pieni di gioia, perché chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è una atto di totale abbandono. (Paulo Coelho)

Pensioni, cosa cambia: ecco le ultime notizie ad oggi 20 febbraio 2017


Le novità su Tito Boeri, che ha parlato di sistema previdenziale, baby pensioni e disoccupazione giovanile.

Le news sulle Pensioni aggiornate ad oggi, domenica 20 febbraio, hanno per protagonista Tito Boeri. Il presidente dell'Inps, intervenuto al Future Forum di Udine attraverso un videomessaggio, è tornato a rassicurare i cittadini sulla sostenibilità dell'attuale sistema pensionistico italiano, dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi sui conti in rosso dell'Inps. L'economista italiano già in precedenza aveva precisato che le pensioni sono garantite dallo Stato, ieri ha rimarcato il concetto, spaziando anche su altri argomenti, quali le baby pensioni e l'occupazione giovanile.

La pesante eredità delle baby pensioni.
Durante il videomessaggio registrato per il Future Forum di Udine, Tito Boeri ha elogiato il sistema previdenziale italiano, tornando a ripetere che altri Paesi vorrebbero copiarlo, a testimonianza della "bontà" del sistema. Così facendo, il presidente dell'Inps ha ulteriormente allontanato le polemiche scoppiate negli ultimi giorni, quando diversi media hanno associato ai conti in rosso dell'Istituto previdenziale un possibile rischio per le pensioni. Ci si è poi soffermati su uno dei pesi che, ancora oggi, costituiscono un serio problema per il Paese, il debito pubblico. Secondo il professore della Bocconi, un fattore che ha determinato un debito così grande è da attribuire alle baby pensioni. Inizialmente, quest'ultime avevano avuto un impatto minimo sui conti di allora, salvo poi - sempre secondo Boeri - risultare una delle prime cause dell'aumento del nostro debito.

Il problema della disoccupazione giovanile.
Il presidente Boeri ha quindi discusso di lavoro, ponendo all'attenzione dei partecipanti al Future Forum di Udine l'annosa questione della disoccupazione giovanile, che di recente ha nuovamente toccato quota 40 per cento. Per l'economista, è un "fenomeno tutt'altro che inevitabile". Un'accusa neanche tanto implicita alle ultime politiche di lavoro perseguite dai diversi governi succedutisi in questi anni. Boeri ha chiesto un cambio di rotta immediato, chiedendo maggiori investimenti nella formazione e denunciando l'incapacità, da parte delle università italiane, a "creare competenze spendibili" nel mercato del lavoro. Ha inoltre parlato del futuro di migliaia di lavoratori precari, secondo Boeri i soggetti più a rischio per un eventuale licenziamento, poiché - ha spiegato il numero uno dell'Inps - "il datore tenderà sempre a liberarsi del giovane lavoratore con contratto a termine, concentrando - ha infine aggiunto Boeri - su di lui tutto il rischio di mercato". La fotografia che il professore ha dato è quella di un'Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi.

Attenzione alla dieta senza glutine, scoperta pesante presenza di...


Attenzione alla dieta senza glutin, scoperta pesante presenza di metalli nell’organismo.

Ancora tanti dubbi sulla dieta senza glutine ed in tanti si chiedono che questa faccia male se seguita da persone non affette da celiachia. Secondo quanto riferito da alcuni esperti, poter beneficiare di un regime alimentare di questo tipo è essenziale per chi soffre di celiachia, ma non è detto che questo non possa apportare dei vantaggi a coloro i quali non soffrono di questo disturbo.

I nutrizionisti sono convinti che la dieta senza glutine seguita dai non celiaci possa causare delle carenze nutrizionali soprattutto per i bambini, oltre che un maggiore apporto di grassi e calorie. Secondo quanto è emerso, sembra che molti non affetti da celiachia decidano di eliminare il glutine dalla propria alimentazione, nella speranza di poter dimagrire, ma i medici vogliono smentire questa convinzione, spiegando che non è assolutamente così e che seguire una dieta senza glutine non fa dimagrire.

Nonostante alcuni medici siano concorsi nel dichiarare che questo regime alimentare possa risultare benefico per i non celiaci, altri hanno appurato che chi segue una dieta senza glutine pur non avendone bisogno è esposto a vari rischi legali per lo più all’uso dei pesticidi impiegati nelle coltivazioni di alcuni prodotti.
E’ questo sostanzialmente quanto è emerso da un recente studio americano pubblicato su Epidemiolgy, che ha preso in esame la dieta di 7000 persone, delle quali 73 hanno dichiarato di seguire una dieta priva di glutine in quanto celiaci, proprio in questi casi è stata rilevata una concentrazione maggiore di arsenico e cadmio nelle urine e di mercurio nel sangue. Gli esperti hanno sottolineato il fatto che la presenza di questi metalli nell’organismo purtroppo non fanno altro che aumentare il rischio di malattie croniche ed ancora di contrarre il cancro. “Non è certo quali siano gli effetti di una dieta con scarsa esposizione ad arsenico e mercurio, è possibile però che possa aumentare il rischio di cancro e altre malattie croniche”, hanno riferito i ricercatori.

Sembra che anche in Italia siano stati effettuati esperimenti del genere, e nello specifico a condurli pare siano stati alcuni ricercatori dell’Istituto superiore di Sanità e dell’ospedale Bambin Gesù di Roma i quali sembra siano al lavoro per cercare di individuare quanto i bambini affetti da celiachia siano esposti all’arsenico; questi ricercatori hanno dichiarato che i soggetti coinvolti sono molti di più rispetto allo studio americano e stanno analizzando quali prodotti consumano i bambini. Per chi non lo sapesse, la celiachia, altro non è che un’infiammazione cronica dell’intestino provocata dal glutine una sostanza proteica che è presente in alcuni tipi di cereali, come ad esempio il grano, l’orzo ed il segale. I celiaci, ovvero i soggetti affetti da celiachia, dovrebbero evitare tutti i prodotti contenenti il glutine, visto che l’ingerimento di questa sostanza proteica potrebbe provocare conseguenze molto grai, come il danneggiamento della mucosa intestinale.

La terapia della intolleranza al glutine consiste solo nella dieta che NON deve contenere alimenti preparati con le farine dei cereali tossici per il paziente celiaco: FRUMENTO, ORZO, SEGALE (e analoghi del frumento come FARRO, KAMUT, SPELTA E TRITICALE). E’ necessario escludere dagli alimenti anche solo piccole quantità delle farine tossiche, poiché l’effetto dannoso sulla mucosa intestinale è subdolo e può impiegare mesi ed anni prima di dare una chiara sintomatologia clinica. E’ molto importante abituare il paziente ad una dieta che, anche se non tradizionale, sia una dieta NORMALE E NATURALE. LA DIETA SENZA GLUTINE E’ UNA ALTERNATIVA POSSIBILE E GUSTOSA, NON UNA RINUNCIA. Ma come può diventare normale una dieta SENZA PANE E SENZA PASTA, alimenti di consumo quotidiano per le nostre abitudini alimentari? Con un po’ di buona volontà e fantasia possiamo rendere la dieta del paziente gustosa e nutriente anche senza pane e pasta. Ad esempio il primo piatto può consistere in RISO, MAIS (polenta), PATATE, MINESTRE DI TUTTI I TIPI DI LEGUMI (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave) E VEGETALI (verdure di qualsiasi tipo) cucinati come si preferisce, con condimento sufficiente a rendere gustosa la pietanza. Sviluppare quindi delle vere alternative alimentari. Un ragazzo, un adulto che lavora in Europa deve essere educato a scegliere tra gli alimenti naturalmente senza glutine non può portarsi indietro la mamma o la cuoca che cucinano per lui: deve acquistare il piacere dell’alternativa alla pasta ed al pane, non deve vivere di “falso pane e falsa pasta”. Nessun problema per il secondo piatto che può consistere in CARNE, PESCE, UOVA, FORMAGGI E PIETANZE SENZA FARINE. Altra considerazione importante riguarda la necessità di cucinare gli alimenti base di cibi naturali senza glutine in modo saporito, sicchè tutta la famiglia possa mangiare con piena soddisfazione, la dieta del celiaco. In tal modo si evita che il celiaco si senta “diverso” dagli altri componenti della famiglia. Infine, non va dimenticato che il gusto deve essere indirizzato, nel bambino, più verso cibi modicamente salati che verso cibi dolci; ci sono infatti molti primi piatti alternativi a quelli contenenti il glutine, mentre i cibi dolci sono preparati spesso (o quasi sempre) con farine contenenti glutine. E’ perciò opportuno che il gusto del celiaco si sviluppi più verso il moderatamente salato che verso il dolce. Cosa che è, d’altra parte, più sana: sappiamo infatti oggi che proprio l’abuso di cibi dolci (per es. le merendine a scuola) non è salutare per il bambino (come per l’adulto).

Per quelli che hanno dovuto affrontare da un giorno all’altro una dieta senza glutine, spesso la gande paura non è stata il contenuto reale in farina o amidi contenente il glutine, ma la possibilità di una contaminazione minima in alimenti naturalmente senza glutine: “la traccia di glutine”. Questo terrore ha generato enorme angoscia nei pazienti e nelle loro famiglie, fino a stimolare un fanatismo che ha causato molti più danni della malattia stessa. Si è giunti al fanatismo di portarsi in giro la propria tovaglietta, le posate, le pentole separate: un grave danno all’equilibrio degli intolleranti al glutine. Si è infatti trasformata una prescrizione POSITIVA : MANGIARE MEGLIO SENZA GLUTINE, in una persecuzione quotidiana: NON FARE, NON MANGIARE, TEMERE, SOSPETTARE! ORA BISOGNA CAMBIARE IN BASE A TRE SEMPLICI CONSIDERAZIONI: 1) Le “tracce” debbono essere qualcosa di misurabile e consistente, non “un timore”. In pratica vi sono limiti ben definiti dal “Codex Alimentarius Europeo” (dello 0,2%), che sono decine di volte inferiori alle quantità di glutine capaci di dare un qualche sensibilità nel soggetto celiaco. 2) La scelta SENZA GLUTINE è positiva, non proibitiva, in quanto i prdotti senza glutine sono di qualità nutrizionale MIGLIORE di quelli con il glutine. 3) Il fanatismo delle tracce di glutine ha già indotto varie centinaia di celiaci adolescenti, perseguitati dalla paura della “traccia” nelle gomme masticanti o dalla necessità di avere un sol tipo di gelato o di patatine, ad abbandonare seriamente la dieta che deve essere sì senza glutine, ma non può essere una irrazionale condanna ad una vita difficile. LE ETICHETTE AIUTANO MOLTO A COMPRENDERE GLI INGREDIENTI SOSTANZE PERICOLOSE Frumento, Orzo, Segale; Farine di frumento, di orzo, di segale; Amido, Amido di frumento; Malto (d’orzo). SOSTANZE NON PERICOLOSE Farine ed amido di riso, mais, soia, patate, di castagne, di miglio, di grano saraceno. Maltosio, maltitolo, maltodestrine; Glutammato ed additivi vari. Semi di guar, carrube, carragenanti. PAROLE CHIAVE : indicano l’aggiunta o la sospetta presenza del glutine. (Fonte: https://www.controcopertina.com/)

Sanremo, Mannoia accusata di plagio: "Copiata una canzone di Fiordaliso" (Con video)


Un utente ha pubblicato un video su Youtube per dimostrare che il brano portato dalla cantante al Festival non è originale.

La 67° edizione del Festival di Sanremo si è conclusa con ottimi risultati di ascolti e la vittoria di Francesco Gabbani con la sua "Occidentali's Karma".

Ma le polemiche continuano anche nei giorni successivi.
La super favorita della kermesse canora era Fiorella Mannoia che, con "Che sia benedetta", ha incantato il Teatro Ariston e la sala stampa, tanto da vincere il premio della critica. Inoltre il televoto la vedeva in testa fino a pochi minuti prima della proclamazione. La Mannoia si è comunque guadagnata il secondo gradino del podio con tanto di inchino e bacia mano da parte di Gabbani.

Ma come avviene sempre a Sanremo anche quest'anno spuntano accuse di plagio. Prima Selvaggia Lucarelli ha accusato il vincitore di aver rubato l'idea della scimmia da un altro video, ora l'utente F. G. pubblica su Youtube un video per dimostrare che "Che sia benedetta" è un plagio. Secondo l'utente, la Mannoia avrebbe copiato una canzone di Fiordaliso da Sanremo del 2002 "accidenti a te". Per dimostrare la sua tesi mette a confronto i due brani facendo notare all'ascoltatore le analogie.
(Ecco il video)

Gorizia: maestra urla e picchia i bimbi dell'asilo, i provvedimenti...


Una maestra dell’asilo «Pitteri» di Farra d’Isonzo (Gorizia) è stata sospesa dall’insegnamento per sei mesi dal gip di Gorizia come misura cautelare adottata al termine di indagini dei Carabinieri avviate dopo le confidenze di alcune mamme. Gli investigatori hanno accertato che l’insegnante aveva instaurato in classe un clima «mortificante e insostenibile», con ripetute minacce, offese, ceffoni sulla nuca, urla e umiliazioni come reazione agli errori commessi dai bambini durante l’attività didattica. La misura misura cautelare è stata adottata dal gip su richiesta della Procura di Gorizia alla quale i Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Gradisca d’Isonzo, che hanno condotto le indagini, hanno denunciato la donna in stato di libertà. La condotta della maestra, che insegna alla scuola primaria «Riccardo Pitteri», era stata segnalata ai Carabinieri dalle mamme di alcuni bambini che giudicavano i comportamenti dell’insegnante vessatori nei confronti dei loro figli. Secondo gli investigatori, la difficile situazione creatasi all’interno della classe aveva spinto i bambini a mantenere, durante le ore di lezione, un «timoroso silenzio» per paura delle ritorsioni dell’insegnante. Tale clima – sempre secondo i Carabinieri – ha causato, tra i bambini più sensibili, un crescente stato d’ansia, tale da far loro manifestare la volontà di non partecipare alle lezioni.

Cambiamenti in vista per i lavoratori: con l’entrata in vigore del decreto Madia le visite fiscali...


Cambiamenti in vista con l’entrata in vigore del decreto Madia: reperibilità 24 ore su 24, controlli a domicilio mirati e un polo unico di riferimento.

Attenzione a darsi malati al lavoro, perché per non ricevere spiacevoli sorprese è importante conoscere la disciplina sulla visita fiscale. Con l’entrata in vigore, entro metà febbraio, del decreto Madia sul pubblico impiego, infatti, si cercherà di rafforzare il sistema di accertamento sulle assenze per malattia dei lavoratori sia pubblici che privati, aumentando i controlli e modificando le fasce di reperibilità.

Nuove fasce orarie di reperibilità
“L’idea è di uniformare le fasce orarie del pubblico e del privato, è un’esigenza indifferibile”, ha dichiarato Massimo Piccioni, coordinatore generale dell’area medico-legale dell’Inps. Ad oggi, infatti, i dipendenti privati devono essere reperibili 4 ore al giorno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, mentre i dipendenti pubblici 7 ore al giorno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Secondo alcune indiscrezioni sul Testo Unico, quindi, una possibile soluzione potrebbe consistere nel far coincidere le fasce orarie del settore pubblico con quelle del privato, oppure eliminare le fasce orarie, obbligando il lavoratore a garantire una reperibilità costante, salvo casi di “preventiva e comunicata necessità sanitaria o nei casi di documentata urgenza medica”.

“Polo” unico di riferimento per pubblici e privati
I medici potrebbero tornare a visitare a domicilio, effettuando controlli ripetuti e mirati; e con il nuovo decreto si spera di rendere la materia più omogenea, intervenendo anche sulle modalità di fruizione dei permessi, compresi quelli ex legge 104. L’idea è di creare un “polo” unico, in capo all’Inps, in grado di gestire le visite fiscali sia dei dipendenti pubblici che privati, con l’intento di smascherare i fini malati.

Per realizzare questo “polo” unico, però, sarà necessario l’impiego di nuove risorse e a tal proposito Piccioni ha commentato: “Il Mef dovrà trasferire risorse adeguate per potenziare i controlli, per assicurare la continuità ai medici già iscritti nelle liste speciali dell’istituto ed eventualmente ampliare la platea trasferendo le professionalità dei medici delle Asl“.

Controlli a domicilio mirati e ripetuti
Grazie all’utilizzo di appositi sistemi informatici, si cercherà di individuare i possibili furbetti: “Dai nostri sistemi vengono estratti ad esempio tutti coloro che si ammalano il lunedì e allora vengono disposti i controlli domiciliari fiscali“. E secondo Piccioni, una task force dei controlli a domicilio potrebbe motivare ulteriormente i medici, “dal momento che vengono pagati a visita e di recente abbiamo dovuto ridurre la loro attività per tagli imposti da esigenze di bilancio“. Per ogni visita, infatti, ogni medico percepisce tra i 40 e i 50 euro, e in questo periodo di crisi, dei soldi in più, fanno sicuramente comodo.

Incredibile: camionista muore di infarto, ma si risveglia dopo quasi un'ora e racconta...


L’esperienza di questo camionista romano sta facendo molto parlare di sé.

Tornato da Pescara a Roma, dopo aver effettuato una consegna, aveva subito avvertito i soccorsi “Sono Tiziano Sierchio, Vi chiamo da Via XXI Aprile.. Sto morendo per arresto cardiaco”.

Racconta l’infermiera che l’ha soccorso: “Non c’era battito, né pressione sanguigna, né polso”. 45 minuti in arresto cardiaco sono un tempo interminabile: solitamente si procede a rianimazione per venti minuti, poi si può dichiarare il decesso.
Da qui parte però l’esperienza vissuta da Tiziano: Tiziano Sierchio a un certo punto è rinvenuto, sostenendo di esser scivolato in un mondo celeste: “L’unica cosa che mi ricordo è che ho cominciato a vedere la luce e a camminare verso di essa”.

Il suo racconto sulle pagine de Il Giornale.

Era la cosa più bella che avessi mai visto e sembrava così felice mi ha preso il braccio e mi ha detto: «Non è ancora il tuo momento, tu non devi essere qui. Devi tornare indietro, ci sono cose che ancora devi fare»”. Dopo 45 minuti, quindi, il cuore ha ripreso a battere.

“Siamo di fronte a un caso unico. Studieremo tutto al dettaglio. Domani verranno a Roma i colleghi americani. Questa è resurrezione”, ha esclamato il dottor Sabino Lasala. (Fonte: DIRETTANEWS.IT)

ANSA: ritirati alcuni lotti di aspirina tossici, se li avete in casa non prendeteli, ecco i lotti interessati...

Allerta Aspirina, ecco perché. Aspirina e Alka Effer (Bayer), Aifa ritira alcuni lotti: L’Agenzia italiana del farmaco ha disposto il ritiro di alcuni lotti dell’aspirina  prodotta dalla Bayer a causa di problemi di imballaggio che potrebbero compromettere la qualità del medicinale. Alcune confezioni potrebbero presentare un colore anomalo.

Aspirina, ecco i lotti ritirati:
004763405 Aspirina 500 mg granulato x 10 bustine BTT1BKK feb-18
004763405 Aspirina 500 mg granulato x 10 bustine BTT1AGN gen-18
004763405 Aspirina 500 mg granulato x 10 bustine BTT1BL5 gen-18
004763405 Aspirina 500 mg granulato x 10 bustine BTT1CPS lug-18
04763544 Aspirina 500 mg granulato x 20 bustine BTT185R gen-18

ALKA EFFER (BAYER): I LOTTI RITIRATI
004601023 ALKA EFFER 20 compresse BTAHTUO mar-19
004601023ALKA EFFER 20 compresse BTAHELO mag-19

Allerta Aspirina, la procedura di ritiro.
Il provvedimento, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti», si è reso necessario a seguito della notifica di allerta rapida e della dichiarazione di non conformità alle norme di buona fabbricazione del sito di produzione». La ditta Bayer ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

Allerta Aspirina, l’allarme spagnolo.
Solo qualche giorno fa era stata lanciata un’altra allerta dall’Agenzia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios (AEMPS) che aveva ordinato il ritiro di altri lotti. I controlli di routine avevano evidenziato che la qualità dello strato di alluminio in pochi di alcuni lotti del farmaco, «aveva alterato le proprietà di allungamento». A causa di questo problema, nel processo di fabbricazione del materiale di imballaggio si sono formati «piccoli fori nello strato di alluminio,» quindi è possibile che «le preparazioni medicinali possono andare incontro ad un’alterazione dell’aspetto fisico del prodotto e potenzialmente potrebbe verificarsi una degradazione prematura» a causa del materiale di imballaggio che, in alcuni casi potrebbe provocare piccoli fori. Chi li avesse in casa deve gettarli ed eventualmente acquistarne altri. (Fonte: affariitaliani.it)

Sanremo, Salvini: "Crozza milionario che fa la morale"...


"Voi non avete idea di quanto sia felice di essere qui, intendo qui a Milano, perché li non ci vengo.

Faccio come Bob Dylan, me la tiro. Prima che mi tirino qualcosa dal pubblico". Maurizio Crozza inizia con l'autoironia sui fischi ricevuti all'Ariston nel 2013 la sua copertina pirotecnica per il festival 2017, dove ne ha per tutti, dai conduttori del festival al governo, al leader della Lega Nord Matteo Salvini, per finire con il sindaco di Roma, Virginia Raggi. "Conti e De Filippi, Rai e Mediaset: Carlo pensaci bene perché l'ultima volta che un toscano ha fatto un inciucio del genere ha preso una bella batosta", dice Crozza.

Che poi si trasforma in Renzi per un consiglio al conduttore del festival: "Non personalizzare mai, non dire che se va male il festival ti ritiri. Io in una settimana sono passato da Obama alle foto tra i pandori al supermercato. Tu ora sei il direttore artistico e poi ti tocca farlo condurre ad Amadeus, perché Gentiloni è un po' l'Amadeus della politica italiana...", sorride Crozza che paragona la scenografia del festival ad "una risonanza magnetica". "Renzo e Lucia, Carlo e Maria, i promessi sponsor. La raccolta pubblicitaria della Rai durante Sanremo è pari ad una manovra finanziaria. Padoan vuole proporre all'Europa un Sanremo al mese per ripianare il debito".

Crozza passa poi a difendere Conti dagli attacchi di Salvini sul compenso per il festival: "Ha detto che il tuo compenso è vergognoso e che dovresti darlo ai terremotati. Ha ragione: io ai terremotati darei pure lo stipendio di Salvini. Che poi che lavoro fa Salvini? È pagato dall'Europa per dire che bisogna uscire dall'Europa. Sei stato costretto a dire che fai beneficenza: ma la beneficenza è come la puzzetta in ascensore: si fa ma non si dice". Ce n'è anche per Maria de Filippi che lavora gratis: "Non ha voluto nemmeno un voucher di Poletti. Io col caz.. che lavoro gratis!". E alle parole di Crozza ha risposto Salvini con un tweet: "Non so a voi ma a me Crozza non fa più ridere... Milionari che fanno la morale che tristezza".

Sanremo, è già polemica sul vestito "hot" della Leotta. Maria: "Ognuno si veste come vuole. Siamo tornati indietro anni luce"...


Sanremo, è già polemica sul vestito "hot" della Leotta. Maria: "Ognuno si veste come vuole. Siamo tornati indietro anni luce"...

Un bilancio della prima serata, la conduttrice interviene nella polemica sulla giornalista sportiva di Sky: "E' come dire che se una indossa la minigonna è normale che venga violentata". Carlo Conti e il boom degli ascolti: "Continuiamo a pedalare, mancano ancora quattro serate". Il suo ultimo festival: "Non lo rifarò. E quando un fiorentino dice che si ritira..."

SANREMO - Molta felicità, molti "grazie". Il cast del festival incontra la stampa all'indomani della prima serata ma soprattutto a due ore dall'uscita dei dati d'ascolto, il 50.4% di share, "un risultato straordinario, il dato più alto degli ultimi dodici anni" sottolinea il dg Rai Antonio Campo Dall'Orto. Scherza Carlo Conti, "sono doppiamente felice perché oggi è il compleanno del mi' figliolo che compie tre anni, auguri Matteo, Sanremo è uno spettacolo decisamente bello ma meno bello del mi' figliolo, quindi prima di tutto il pensiero va allo spettacolo più bello che ho fatto nella mia vita". Maria De Filippi commenta la polemica che vede al centro la giornalista Sky Diletta Leotta, criticata sul web per aver indossato un abito troppo discinto per fare da testimonial alla campagna anti cyberbullismo. "L'abito non l'ho visto, sul palco c'era Carlo e io ho fatto i fatti miei. In ogni caso: ognuno ha il diritto di vestirsi come gli pare. E' come commentare che se una ha la minigonna è giusto che la violentino. Siamo tornati indietro anni luce, meglio non dare spazio a queste cose".

Andiamo a pedalare. "È ovvio che dobbiamo continuare a pedalare - continua Conti - e non cantare subito vittoria, ci sono ancora quattro serate importanti e ci concentriamo su queste. Il cammino fatto in questi tre anni era impensabile. Granellino dopo granellino abbiamo fatto passi in avanti, è bello battersi e superarsi, vedere che c'è un trend positivo nel tempo, che con questo meraviglioso gruppo di lavoro abbiamo fatto qualcosa di interessante che può piacere a una vasta fetta di pubblico".

Il biondo di Maria. Quest’anno, sottolinea il conduttore e direttore artistico, c'è "un valore aggiunto straordinario, Maria. Ho trovato in lei quasi la sorella che non ho. Una sintonia perfetta - continua - è esattamente il festival che avevo in testa. Diverso dagli altri, una cornice fatta non solo dal bruno della mia pelle ma divisa anche con il biondo di Maria, la sua classe, la sua bravura nello stare in scena, la scelta delle parole".

"Ma babbino?". "Una bella maratona per tutti", osserva la co-conduttrice, "Carlo è sempre tranquillo, io ieri non lo ero ma ho cercato di essere me stessa e basta". Poi, non avendo "molto di nuovo da dire", parla anche lei del "figliolo" di Conti, "quando lo incontro in albergo mi chiede sempre di babbino, poi adesso mi ha associata al lavoro di Carlo quindi ogni volta che mi vede mi guarda con la faccia triste e mi dice 'ma babbo?'. Io mi sento in colpa - scherza Maria - però mi dico 'ma babbo ha sempre lavorato, non è che ora lavora perché sono arrivata io'...".

Carosello - Orzoro (Video)

All'inizio sembrava una verruca e non gli ha dato peso, ma poco a poco...


Bangladesh: Sahana Khatun, la prima bambina al mondo affetta dalla sindrome dell’uomo albero.

Sembravano delle semplici verruche sul volto della bimba di dieci anni. Invece la fanciulla del Bangladesh - che non aveva dato peso a queste verruche e come lei la sua famiglia - è peggiorata e l'eruzione cutanea ha iniziato a colpire altre parti del corpo. Le verruche sono diventate sempre più dure e resistenti. Proprio come la corteccia di un albero. A quel punto i medici hanno detto a Sahana Khatun che ha una Epidermodisplasia verruciforme conosciuta anche come displasia di Lewandowsky-Lutz o ‘sindrome dell’uomo-albero’.

Si tratta di una malattia rara scoperta per la prima volta nel 1922 e ci sono solamente quattro casi al mondo. Ma sino ad oggi erano stati tutti uomini.

La dottoressa Samanta Lal Sen a capo dell’unità di chirurgia plastica dell’ospedale di Dacca, ha spiegato: “Crediamo che Sahana Khatun sia la prima donna ad ammalarsi”.

Il papà di Sahana Khatun ha fatto un lungo viaggio fino alla capitale del paese, Dacca, dove si è rivolto a dei medici specializzati per fare in modo che intervenissero immediatamente sottoponendo la bambina alle dovute cure. “Siamo molto poveri. Mia figlia ha perso la madre quando aveva solo sei anni. Spero davvero che i medici siano in grado di rimuovere la corteccia dal bel viso di mia figlia”.


Facebook avrà un motore di ricerca per le foto: basterà un clic per trovare oggetti e luoghi in vecchi post...


L'immagine sempre più al centro dei social. Fra selfie e clic a gogò aumenta il successo degli scatti da postare ovunque e in ogni momento. Per questo Facebook ha deciso di testare (per il momento negli Stati Uniti) un motore di ricerca interno anche per le foto, in grado di riconoscere luoghi e oggetti immortalati nelle fotografie. E in un prossimo futuro anche nei video. Come riporta The Next Web la tecnologia usata, denominata Lumos, è la stessa già utlizzata per migliorare l'accessibilità della piattaforma ai non vedenti.
In pratica un esempio concreto di intelligenza artificiale che consente di raccontare e descrivere ciò che non si può vedere. E che dunque può facilitare l'individuazione di dati all'interno delle immagini. Così da riuscire a indicizzare i diversi risultati. In questo modo si potranni cercare e trovare facilmente oggetti, persone, animali, città, capi di abbigliamento e quant'altro anche senza la presenza di una didascalia. Una funzione simile a quella di Google Foto.

Dunque non più soltanto tag ma una vera e propria organizzazione per fare ricerche iconografiche. Per esempio se si vuole ritrovare una foto postata anni fa con un piatto di pasta o con una borsa appena comprata basterà digitare il nome dell'oggetto in questione nella barra della ricerca. Tutto grazie a un motore di visione artificiale, d'intelligenza quasi (sovra) naturale. (Fonte: Il Messaggero.it)

Sono arrivata a un punto della mia vita, in cui... (Bellissima leggetela)


Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o mi ferisce. Non ho più pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere a chi non mi agrada, di amare a chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, la ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non mi adeguo più ai provincialismi e pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per quello evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare e incoraggiare. Ma sopratutto non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza. (Web)

Bonus donne disoccupate e over 50: le agevolazioni per il 2017


Confermate anche il il 2017 le agevolazioni per le assunzioni di donne disoccupate e disoccupati over 50. Come funzionano i Bonus.
I bonus donne disoccupate e over 50 sono agevolazioni che la legge di Stabilità ha confermato anche per il 2017 e che consentono di assumere alcune categorie, in questo caso i disoccupati ultracinquantenni e le donne, usufruendo di sgravi sul versamento dei contributi #Inps. Una occasione, quindi, per quelle che sono le tipologie di disoccupati che maggiormante incontrano difficoltà di ricollocazione sul mercato del lavoro.
Bonus per assunzioni donne disoccupate e over 50, i requisiti:

Il Bonus per le assunzioni di disoccupati over 50, uomini o donne, può essere richiesto in presenza di uno stato di disoccupazione di almeno 12 mesi del lavoratore assunto.

L’agevolazione del 50% prevista sui contributi Inps varia a seconda del tipo di contratto che viene stipulato: se si tratta di un’assunzione a tempo indeterminato, lo sconto avrà una durata di 18 mesi, che diventano 12 nel caso in cui l’assunzione sia a tempo determinato. E’ possibile ottenere il Bonus anche in presenza della trasformazione di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, purché questo avvenga entro la scadenza del precedente incentivo.

Per quanto riguarda il Bonus assunzioni donne disoccupate, le imprese potranno beneficiare dello stesso sconto del 50% per un periodo di 18 mesi, sui contributi Inps in caso di assunzioni di donne, senza limiti di età, purché disoccupate da almeno 24 mesi. Anche in questo caso, l’incentivo passa a 12 mesi per i contratti a tempo determinato.

I requisiti riguardanti la durata della disoccupazione si riducono a 6 mesi nel caso in cui si tratti di aziende situate in aree considerate ‘svantaggiate’ (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata) oppure operanti in settori nei quali la differenza di ‘genere’ sia superiore al 50%.
La domanda Inps per i Bonus donne disoccupate over 50
La domanda per usufruire dei Bonus occupazionali dovrà essere presentata dalle aziende direttamente attraverso il sito Inps, dove potranno trovare gli appositi moduli disponibili nel ‘Cassetto previdenziale aziendale’ della propria area personale.

La domanda sarà accettata dall’Inps dopo aver verificato il rispetto, da parte dell’azienda richiedente, degli obblighi contributivi, degli accordi e contratti collettivi nazionali di lavoro e delle norme per la sicurezza del posto di lavoro. Bonus disoccupati

Il 4 febbraio 2017 è la giornata mondiale contro il cancro: ecco cosa possiamo fare insieme..


Ricercatori, oncologi e chirurghi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e dell’Istituto Dermatologico San Gallicano hanno scelto di inviare prima persona una serie di messaggi molto precisi, mettendoci “la faccia”. L’invito è quello di utilizzare tutti gli strumenti per esplicitare al meglio i loro messaggi, condividendoli in rete all’interno di portali, blog e profili personali di pagine social
04/02/2017 - Il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro: la celebrazione, introdotta con la Carta di Parigi, è una bella occasione per riflettere sull’importanza dell’adozione di stili di vita corretti e sani e su quanto sia fondamentale sostenere la ricerca scientifica e promuovere la prevenzione. La giornata è promossa dall’Union for International Cancer Control – UICC, di cui il Regina Elena è partner.


Volti e messaggi per riflettere su cosa possiamo fare tutti noi contro il cancro. #WorldCancerDay #WeCanICan #IFOrlove. Per questo ricercatori, oncologi e chirurghi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e dell’Istituto Dermatologico San Gallicano hanno scelto di inviare prima persona una serie di messaggi molto precisi, mettendoci “la faccia”. Cosa possiamo fare tutti noi? Ispirarci ai loro suggerimenti per noi e per chi amiamo e diffondere i loro messaggi.

A tutte e a tutti l’invito a partecipare! Utilizzate tutti gli strumenti in vostro possesso per esplicitare al meglio i messaggi: condivideteli sui vostri portali, blog, profili di pagine social. Aggiungete anche gli hashtag #WorldCancerDay #WeCanICan #IFOrlove.

Le 11 cartoline con i messaggi dei ricercatori, degli oncologi e dei chirurghi che hanno aderito sono a disposizione con www.ifo.it e sui profili social:
https://www.facebook.com/ReginaElenaSanGallicanoIFO
https://www.facebook.com/hpvunit.it
https://twitter.com/IREISGufficiale

Pur essendo un fattore socioeconomico, la povertà è una condizione concreta e, di fatto, può accorciare...


La povertà accorcia la vita, proprio come il fumo e la sedentarietà.

Chi ha una situazione complicata dal punto di vista economico, secondo uno studio, potrebbe vivere circa due anni in meno rispetto a chi conduce una vita agiata.

Pur essendo un fattore socioeconomico, la povertà è una condizione concreta e, di fatto, può accorciare la vita delle persone, e non solo nei paesi sottosviluppati. La privazione quotidiana incide sulla nostra salute proprio come il fumo, l’alcol e l’assenza di sport. A ipotizzarlo è uno studio condotto dai ricercatori di un progetto chiamato Lifepath, finanziato dalla Commissione Europa e dedicato all’individuazione di fattori biologici alla base di alcune differenze sociali.

LO STUDIO
Gli esperti hanno preso in analisi i dati di 1,7 milioni di persone provenienti da sette paesi considerati ricchi: Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Italia, Australia, Stati Uniti e Portogallo. I soggetti sono stati seguiti per circa tredici anni e i ricercatori hanno confrontato le condizioni socioeconomiche con le aspettative di vita. È stato il primo studio a eseguire un approfondimento di questo tipo.

QUASI COME IL FUMO E LA SEDENTARIETÀ
Secondo i risultati, pubblicati su The Lancet, l’aspettativa di vita delle persone che durante i 13 anni dello studio hanno vissuto in scarse condizioni socioeconomiche si è abbassata di 1,5 anni per le donne e 2,6 per gli uomini. La media generale della popolazione complessiva è quindi di 2,1 anni che la povertà ruba ai soggetti con un’età compresa tra i 40 e gli 85 anni. Si tratta di numeri inferiori ma comunque simili a quelli del diabete (3,9 anni in meno), del fumo (4,8 anni) e della sedentarietà (2,4 anni).

LA VIA D'USCITA
Per la scienza non è una novità che esiste una correlazione tra un basso livello socioeconomico e un aumento di mortalità. Tuttavia non è una condizione da cui non si possa uscire. “Queste circostanze possono essere modificate con interventi politici e sociali mirati”, ha spiegato Silvia Stringhini, coordinatrice dello studio e ricercatrice presso l’University Hospital di Losanna, “per questo dovrebbero essere incluse fra i fattori di rischio su cui si concentrano le strategie globali di salute pubblica”. Grazie a questi risultati sono state gettate le basi per comprendere in che modo e a che livello una scarsa condizione socioeconomica può compromettere la salute. Sarà questo il passo successivo del tema di ricerca. (Fonte: QUOTIDIANO.NET)

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