Le storie più belle
STORIE DIVERTENTI
Quando ho firmato il suo certificato di morte, ho capito che esistono addii per i quali nessuno ci prepara.
Mia madre ha firmato il mio atto di nascita con la luce negli occhi.
Io ho firmato il suo con le mani che tremavano.
Lei aveva scelto i miei primi vestitini con la felicità di chi accoglie un miracolo.
Io ho scelto i suoi ultimi abiti con un nodo in gola, un nodo che non si scioglie ancora oggi.
Lei mi ha vista nascere, con il mio primo respiro.
Io l’ho vista andarsene, con l’ultimo — in un silenzio assordante, fatto solo di ferite.
Lei mi faceva il solletico quando le mie gambe erano ancora incerte.
Io l’ho stretta tra le braccia quando il suo corpo non riusciva più a reggere nemmeno l’aria.
Lei vegliava le mie notti, scacciava i mostri, asciugava le lacrime.
Io ho vegliato la sua ultima notte, implorando il cielo di non portarla via.
Lei mi ha insegnato a camminare, a non aver paura.
Io l’ho accompagnata fino alla fine, con passi lenti e bagnati di lacrime.
Lei mi ha nutrita con le mani più dolci del mondo.
Io l’ho nutrita a mia volta, quando anche una sola cucchiaiata era diventata troppo pesante per lei.
Lei riempiva i miei compleanni con canzoni e candeline.
Io riempio i giorni senza di lei con silenzi che ancora oggi urlano.
La vita… quella che sembrava eterna finché c’era lei…
si ripete al contrario.
E fa male.
Un male diverso.
Un dolore che non guarisce mai davvero.
Perché nessuno ti ama come una madre.
E quando se ne va, è una parte di te che muore con lei.
Allora non risparmiate i vostri abbracci.
Non rimandate i “ti voglio bene”.
Non aspettate il momento giusto per dire ciò che sentite.
Ditelo.
Ditelo oggi.
Perché arriverà il giorno in cui dovrete firmare quel foglio.
E la casa sarà silenziosa.
E la sua tazza sarà ancora lì, nel solito posto.
E solo allora capirete che il dolore cambia nome.
E che nessun dolore sarà mai come quello.
“Mamma, ti amo.”
Parole semplici.
Ma quando lei non c’è più…
valgono tutta una vita.
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