Le suore e i tre malviventi. (Barzelletta)


Un prete esce dalla sua parrocchia una mattina presto e va in città a fare delle commissioni.
Al suo ritorno trova la chiesa spoglia e in disordine, và da una suora che piange disperata e le chiede:
“Sorella, ma cos’è successo!?”
E la suora: ”Sono venuti tre malviventi, hanno rubato tutto, ci hanno violentate e sono scappati! Ma deve vedere suor Margherita!”.
Allora il prete va da un’altra suora che piange disperata e le chiede:
“Sorella, ma cos’è successo!?”
E la suora: ”Sono venuti tre malviventi, hanno rubato tutto, ci hanno violentate e sono scappati! Ma deve vedere suor Margherita!”.
Il prete, allora, va da suor Margherita, che piange disperata e le chiede:
“Sorella ma cos’è successo!?”
E la suora: ”Sono venuti tre malviventi.. E IO NON C’ERO!”

Due poveri immigrati.. (Barzelletta)


Due immigrati, Salek e Youssef, vogliono ritornare in patria.

Decidono allora di separarsi per un momento e chiedere l’elemosina onde racimolare la cifra necessaria per far ritorno nel loro paese. Si danno perciò appuntamento alla stazione di Milano nel giro di un’oretta. Dopo un’ora, i due si ritrovano e Salek chiede a Youssef come gli sia andata. Youssef risponde:
– Salek, è proprio vero… gli italiani sono gente fredda… pensa un po', mi sono camuffato per bene da povero cieco e mi son messo a Piazza Duomo con un cartello con sù scritto “POVERO CIECO HA FAME” e nonostante tutto ho racimolato solo 11 euro. A te invece com’è andata?
E Youssef:
– Ho raccolto tremila euro…
Salek rimane allibito ed esclama:
– E come hai fatto?
E Youssef con molta calma glielo spiega:
– Semplice Salek… sono rimasto qui in stazione, ho preso un pezzo di carta e con una matita ho scritto: “POVERO MIGRANTE VUOLE TORNARE A CASA!”

La storiella dell'asino.. (Racconto di riflessione)


C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.
Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino. Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”.
Allora la moglie disse a suo marito: “non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio.” Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa”.
Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino. Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino. E povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere! Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio. Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!
Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “guarda quei tre idioti: camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!”

Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi. fai cosa ti dice il cuore, ciò che vuoi.. la vita è solo tua, ed è come un’opera di teatro che non ha prove iniziali.
Perciò canta, ridi, balla, ama.. e vivi intensamente ogni momento della tua vita.. prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.


Il politico e le vacanze.. (Barzelletta)


Un affermato dirigente facente parte della casta politica decide di fare vacanze alternative. Basta Mar Rosso, basta Kenya, basta Maldive: sceglie quindi di passare due settimane dalla zia, la quale ha una fattoria.
Il primo giorno si alza molto tardi e si ritrova solo in casa senza sapere cosa fare, annoiandosi un sacco.
Alla sera quando la zia rientra dai campi le dice:
- Sai zia, oggi mi sono annoiato parecchio, vorrei potermi rendere utile con qualche lavoretto, in modo da contraccambiare la tua ospitalità. C’è niente che posso fare per aiutarti?
E la zia:
- Volentieri. La settimana scorsa abbiamo raccolto il fieno; dovresti contare quante balle di fieno ci sono, così so quante posso venderne ai vicini. Io domani mi alzerò presto perché devo andare al mercato a vendere le uova, ci vediamo domani sera!
Il giorno dopo, il nostro amico dirigente-politico lo passa a contare le balle di fieno. Alla sera, quando la zia rientra le dice:
- Ho contato le balle di fieno, sono 211!
- Bravo nipote, hai fatto proprio un buon lavoro!
- Grazie zia; potresti darmi qualcosa da fare anche per domani?
- Ma… veramente… non saprei… in effetti ci sarebbe un lavoro abbastanza urgente da fare, però mi dispiace dovertelo chiedere…
- Non farti problemi zia, sono contento di poterti aiutare. Di cosa si tratta?
- Dovresti concimare tutti i campi, così io posso andare al mercato a vendere la frutta.
- Ottimo, così potrò stare tutta la giornata all’aria aperta. Spiegami come devo fare, e vedrai che per domani sera sarà tutto a posto.
Detto, fatto: il giorno seguente lo trascorre a spandere letame sui campi della zia. Alla sera, la zia:
- Bravo hai fatto un lavoro perfetto, mi hai fatto proprio un gran piacere!
- Già, devi sapere che mi sono anche divertito molto. La vita di campagna comincia davvero a piacermi. Cosa posso fare domani?
La zia:
- Io devo potare gli alberi, ma immagino che tu sarai un po’ stanco, per cui ti assegnerò un lavoretto facile, semplice e poco impegnativo: la settimana scorsa ho raccolto le patate, e prima che io vada a venderle al mercato tu dovresti dividere le patate grosse dalle patate piccole.
Alla sera, quando rientra, la zia trova ancora tutta la montagna di patate da dividere e il nipote sconcertato con due patate in mano:
- Ma come, te ne sei stato li tutto il giorno con quelle due patate in mano? L’altro giorno mi hai contato tutte quelle balle di fieno, ieri mi hai concimato tutti i campi e hai fatto dei lavori perfetti, non avrei potuto chiedere di meglio. Oggi, che dovevi semplicemente dividere le patate non hai fatto nulla, com’è
possibile?
- Sai zia, il fatto è che noi politici, finché si tratta di contar balle e spandere merda non abbiamo nessun problema; è quando dobbiamo prendere una decisione che non sappiamo cosa fare!

Candid camera: uno strano cieco... (Video)




Padre e figlia.. e i social. (Barzelletta)


La figlia: “Papà, mi sono innamorata di un ragazzo che abita lontanissimo. Io sono qua e lui vive in Australia!”
Il padre: “Ma come è successo?”
Lei: “Beh, vedi, ci siamo incontrati su Meetic, poi lui è diventato mio amico su Facebook, abbiamo fatto delle lunghe chiacchierate con la chat di Whatsapp, si è dichiarato su Skype e ora siamo insieme da due mesi attraverso Viber.. Papà, ho bisogno del tuo benestare e dei tuoi auguri!”
Il padre: “Ma sì, dai, sposatevi con un Sì su Twitter, comprate i bambini su Amazon e pagate con Paypal. E se un giorno non lo sopporterai più, vendilo su eBay!

Il parroco e la coppia di sposi.. (Barzelletta)


In un paesino di provincia vive una giovane coppia di sposi, che però non riesce ad avere figli. Confidandosi con il parroco del paese, questi gli suggerisce di affidarsi alla preghiera e di fare un viaggio a Lourdes e accendere una candela per ottenere aiuto dal Signore.
I due, approfittando delle vacanze, si recano quindi in pellegrinaggio a Lourdes e seguono i consigli del parroco.
Dopo poco tempo il parroco viene trasferito in un altro paese.
Dopo molti anni, ritorna in visita nel suo paesino e, ricordandosi della coppia di sposi, decide di andarli a trovare.
Quando bussa alla loro porta, gli apre un bambino di circa dieci anni e il parroco fra sé pensa: “Però, il consiglio che gli ho dato è stato utile!”
Il parroco allora:
– Ciao piccolo, sono in casa mamma e papà?
Il bimbo:
– No, sono fuori!
– Ma torneranno tardi?
– Non saprei di preciso, la mamma è andata con i miei due fratellini più piccoli dal dottore perché aspetta due gemelli…
– E tu sei in casa da solo?
– No! C’è mia sorella più grande che sta dando il biberon alla mia sorellina di 7 mesi!
– E tuo papà?
– Non ho capito molto bene, ma mi ha detto che andava a Lourdes a spegnere una candela…

Addio scottature, arriva il bikini hi-tech collegato allo smartphone...


Via le vecchie, care, creme solari. Roba del passato, da oggi c’è il bikini a dire se sei a rischio scottatura. Intendiamoci: non è un bikini qualunque, ma un bikini hi-tech.

Ma come è fatto? Come un normale costume da bagno, solo che è dotato di un sensore speciale in grado di mandare un alert allo smartphone o al tablet appositamente collegato. L’alert scatterà nel momento esatto in cui la quantità di raggi UV incamerata dal corpo sarà vicina al superamento della soglia naturalmente tollerata.

Non solo, la segnalazione è in un certo senso ‘connessa’ con il tipo di pelle che si ha o col livello di abbronzatura che si vuole raggiungere. E in questo modo la tintarella, assicurano gli inventori, sarà semplicemente perfetta e… al punto giusto. Senza eritemi o arrossamenti anti-estetici.

Gli inventori sono i titolari della startup francese “Spinali Design”, ed è opera dell’imprenditrice Marie Spinali. Che spiega di aver avuto l’idea “fulminante” quando un giorno stando al mare “ho visto qualcuno prendere una scottatura sulla spiaggia e mi sono detta: dopo tutto ci sono molti vasi di fiori che avvisano quando le piante sono assetate, dovremmo dunque inventare qualcosa che ci avverta quando il sole è troppo forte”.

Le controindicazioni della modernità ci sono e stanno tutto del bikini hi tech che si può comprare solo su Internet al prezzo di 149 euro. Ma se il progetto prenderà il volo sui mercati, la cifra forse potrebbe essere alla portata di tasche anche un po’ più vuote. Non solo: la Spinali ha in mente di estendere l’applicazione anche ai costumi da bagno maschili e a quelli dei bambini. Quest’ ultimi, potrebbero essere dotato anche di un meccanismo cerca-persone, per la gioia di tutte le mamme.


Paulo Coelho - Le cose che ho imparato nella vita.. (Video)




A mio figlio.. (Bellissima lettera di un padre al figlio)


Caro figlio,
mi guardo attorno e penso a quando sarai grande: sai, adesso é il tuo papà ad esserlo.
Un giorno leggerai questa lettera e quando lo farai sarai nella condizione di capire quanto ho scritto, anche se la comprensione sarà solo parziale. Questo perché le cose, affinchè possano essere comprese appieno, debbono necessariamente essere vissute in prima persona ed io, proprio in prima persona, ti scrivo in qualità di genitore.

Immagino i tuoi occhi – gli stessi che ho avuto anch'io fino a non molto tempo fa – osservare il mio atteggiamento, visto probabilmente come una fonte di ostruzionismo, presentandoti una persona adulta che si rifiuta di capire chi sei veramente e quali siano le tue necessità. L'ho vissuto.

Ordunque, semmai ciò avrà d'accadere, é bene che tu sappia, attraverso queste parole, chi sono io. Perché nel nostro rapporto é capendo il mio ruolo che riuscirai a capire meglio chi realmente rappresenti tu. Siamo due persone diverse, é vero, che però hanno in comune tanti aspetti, molti più di quanti potrai trovarne in altre persone.
Tu sei il futuro, quello in cui si ripongono le speranze dei tuoi genitori e di tanta altra gente che conoscerai e con la quale dividerai parte del tuo tempo. E le tue azioni si ripercuoteranno, volente o meno, anche oltre oceano, esattamente come gli effetti di un sasso lanciato nello stagno. E avrai da perdomarmi se ti dico che quel futuro lo sto costruendo io, oggi, giorno per giorno.

Ogni persona di questo pianeta assume un ruolo che può essere più o meno determinante per la sua vita e per quella degli altri, compresa quella di chi vive alle spalle altrui. Persone che non necessariamente nascono così, ma rese tali dagli atteggiamenti di chi avrebbe dovuto fare di loro delle persone in grado di saper badare a se stesse; individui che ripongono negli altri le proprie responsabilità perché nessuno gli ha mai mostrato quali fossero e come le si debbono assumere.
Il mio ruolo nei tuoi confronti é particolarmente determinante per la tua formazione personale, quella di cui sarai ancora alla ricerca mentre sarai intento a leggere queste righe.

E' dovere mio quello di illuminarti il percorso: il tuo é quello di scegliere la strada da seguire. La mia prima responsabilità, per quanto ti concerne, é stata anzitutto quella di avere avuto il coraggio di metterti al mondo consapevole fin dal principio che, da questo mondo, avrei dovuto proteggerti. Come individuo non ho potere nei confronti della società, ma intervengo direttamente nel plasmarla attraverso gli insegnamenti e tutta quella immensa mole di informazioni che ti avrò consegnato e che continuerò a trasmetterti.
Il tempo da dedicare solo a me stesso é passato. Il mio tempo ti é appartenuto fin dalla tua nascita ed assieme a questo ti ho fatto dono del mio spazio e di tutta la mia energia. Riconosco, sebbene talvolta a malincuore, che sei mio figlio non una mia proprietà; ma mi sono occupato del tuo corpo e del tuo spirito come fossero i miei. Ed il punto di vista che non ho mai voluto abbandonare, malgrado le reazioni umane di cui sono debole in quanto padre, é sempre stato quello di incentivare la tua personalità fondamentale, adoperandomi al meglio possibile per smussarne le ottusità. Poiché apparterrai al tuo tempo e al tuo spazio che saranno i rimasugli dell'eredità che ti avremmo lasciato: frutto della nostra sapienza o del nostro arrogante egoismo.
Gli occhi di un giovane ragazzo vedono tanto, ma la sua vista si appanna man mano che scruta lontano; ed é in quei paraggi che s'aggira l'inganno. Io voglio per te ciò che non ho avuto, ma non ti permetterò mai di avere da me tutto ciò che vorrai. So per certo che le cose esistono per essere conquistate e la tua felicità, quella interiore, l'otterrai raggiungendo ciò che ti sai prefissato utilizzando le tue capacità.

Ed ecco perché ti lascio un ricordo indelebile del mio pensiero.

Quando verrà il giorno che scruterai il mio atteggiamento, vagliandone i difetti, sappi che ne troverai tanti. La domanda che ti dovrai porre, però, dovrà essere: ”Sono in grado di riuscire a fare qualcosa?”. Sarà allora che assumerai la tua coscienza di essere. Se poi sarà ancora il mio errore che starai cercando lo troverai solo qualora ti sentirai impedito, come individuo, nei confronti di qualcuno o di qualcosa.
Io sono, in tutta semplicità, il tuo più grande insegnante. Questo perché ho previsto le tue paure, evitando di inculcartele, ed ho immaginato le tue mete, mettendoti nelle condizioni di raggiungerle.
Ti ho dato la possibilità di poter scegliere e di saper distinguere e questo ti permetterà di fare le tue esperienze con un margine di errore più basso rispetto alla media, riferendomi alla media di un'educazione permissivistica, delle risposte date al posto tuo, degli stereotipi, del “Non lavorare in quel posto che ti sfruttano”, del “Lasciamogli fare quello che vuole: é solo un bambino”, che sono tutte medie della mediocrità.

Prima di avere figli avevo un punto di vista molto diverso da quello che ho adesso, questo perché avevo solo idee ma mancava la cosa fondamentale: il ruolo ed é questo che fa assumere gli atteggiamenti. Vivere la vita é un'arte. Fra tanti capolavori, qualche bozza, qualche incompiuta e qualche fiasco sono da considerarsi cose normali e proprio non saprei quanto “normale” potrei apparire agli occhi tuoi. Spero una quantità tollerabile.

Tu magari mi vedrai vecchio e con vecchie idee. Io, in verità, sono giovane e con idee giovani. Non farti ingannare dall'involucro: dentro di noi non esiste età. Applica grandezza nelle cose che farai, cura i dettagli e vivi come il professionista della tua vita. Un giorno sarai tu ad essere al posto mio. Ricorda: i genitori lasciano sempre due eredità: una genetica ed una esistenziale e la seconda viene sempre per prima. Ecco perché penso che genitori lo si é prima di partorire i figli. (Tony Carboni)


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